Sono le ore 18

T h e   I t a l i a n   M a g a z i n e —> fiction 
Sono le ore 18
di Brevevita Letters

Dopo il mercato sono andato a farmi una birra al pub. E’ un momento rilassante. Osservo le facce. La barista è piccolina, e assomiglia alla cantante Madonna da giovane. E’ davvero carina. Non vengo spesso in questo pub, ma ho un quadro completo su tutti i dipendenti dello stesso: 1 cecoslovacca sui 28 anni corporatura media un’autentica macchina che non rilascia sensazioni esterne, 2 spillabirra di colore apparentemente londinesi da più generazioni, 2 individui robusti che raccolgono i bicchieri, entrambi sulla sessantina: uno con l’occhio bendato come Moshe Dayan, in sovrappeso di 30 chili (probabilmente il titolare), e l’altro con la faccia rossa e l’acconciatura alla Huey Lewis, dà l’idea del marito alcolizzato nei film di Italia uno del primo pomeriggio.

E poi c’è ‘sta ragazzina mascolina, piccola, ma sveglia, e con gli occhi vispi e scafati. Mi sta simpatica, e mi sono fatto dei film immaginando quale potrebbe essere la sua nazionalità. A volte mi sembra italiana, per via di certi sguardi disillusi come se lei sapesse già tutto, ma potrebbe essere anche turca, o mezza jugoslava. Certo, a giudicare da come si è conciata le ciglia oggi, potrebbe essere anche inglese.

Mi faccio una birra di fronte al primo tempo di Liverpool-Tottenham, e al diciottesimo segna Firmino di testa. Il pub è strapieno e le televisioni accese in sala sono almeno 8, tutte spropositamente giganti. Sono in due a esultare al momento del gol, a fronte di 145 persone presenti. Non c’è tensione in sala, nonostante Wood Green sia un quartiere abbastanza vicino a Tottenham e nonostante Wood Green sia abbastanza feccia, come zona. Il fatto è che la domenica pomeriggio sembrano tutti un po’ sedati, i cittadini uk, dopo le tremende birrate del week-end.
Anche volessero fare a botte, non ne hanno la forza.

Quello che mi siede al fianco è uno dei due che ha esultato al gol del Liverpool.
Ha pressappoco la mia età, ma se li porta male. 
Potrebbe essere uno di quelli che stavano all’Heysel, ‘sto imbecille, guardalo. 
Ancora sta qui, che esulta e si sbraccia per ogni azione.

Seduta più in là c’è una donna di colore. Ha gli occhi viola per tutti i pianti che s’è fatta nella vita.

Nel frattempo la Sambenedettese ha trovato il coraggio di pareggiare in casa con la Virtus Verona.
Ma ziocane!

Oggi è cambiato l’orario ed è ancora giorno. Sono le sei. Torno a casa. High Road dalla finestra è un videogioco affollatissimo di pupazzetti che a loro modo custodiscono nella loro anima un punteggio. Quando li vedi passare è come guardare la televisione, ma senza le cazzate della stessa, che qui risulta essere un oggetto del tutto superfluo, e alle volte puoi perfino accorgerti di come ti senti veramente, solo osservando le facce che passano.

Londra sarà bellissima da qui fino a ottobre compreso.
Se volete fare un salto, questi mesi qua sono i migliori.

Brevevita Letters
pubblicato a Marzo 2019.
scritto a Marzo 2019.




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“Kebab Spider” by Sleaford Mods, from the album “Eton Alive”, released in 2019