Non mollare

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Non mollare
di Brevevita Letters

NON MOLLARE

Appena sono arrivato a Londra ho avuto alcune difficoltà iniziali: la lingua – i soldi – l’affitto – il firmare contratti inglesi che non sai bene che cazzo ci sta scritto, e quando parlavo con persone che qua già ci abitavano mi sentivo dire:

1)  “eh lo so è dura”

2) “perché Londra all’inizio ti respinge”

3) “non mollare, perché qua è così, entri piano piano e poi t’allarghi”

Sempre le frasi semplici ti restano impresse, mica le spiegazioni quelle degli intellettuali.

Carpivo da queste frasi semplici un sacco di dolore iniziale, ma potevo annusare anche dell’altro, tipo una specie di premio che forse sarebbe venuto alla fine, per chi non si lasciava intimorire.

Notavo intanto che questa città sfasciava le persone: chi aveva iniziato a parlare da solo, chi dopo un avvio scoppiettante adesso non usciva più di casa, chi sbroccava al telefono all’improvviso mostrando la propria debolezza.

Vedevo questi esseri allo strenuo e io stavo lì, sempre in bilico tra decisioni drastiche, niente era sicuro: una autentica gara ad eliminazione.

“Non mollare, non mollare”, continuavano a ripetermi.

Ricordo che un giorno stavo andando a King’s Cross con la Opel Corsa, era settembre mi pare, e si stava per svolgere la seconda edizione del Canopy Market. Era la mattina alle sei e mezza, c’avevo la macchina talmente piena di vino che non ce la facevo a guardare gli specchietti retrovisori, e mi sentivo veramente di merda, tanto che avrei voluto andare a fare pranzo da mia sorella che stava a 2000 miglia da me. Lungo il rettilineo di Caledonian Road mi è venuto in mente di andarmene a Brighton, sulla costa sud, e buttare tutto questo cazzo di vino a mare. Era la soluzione più facile in quel momento, esattamente la soluzione che suggeriva il corpo.

Lì per lì però ho scelto la strada più difficile: insistere. Oltrepassiamo questa giornata, mi sono detto, vediamo stasera come sto.

Il fatto è che con la forza della disperazione si ricava sempre un risultato chiarificatore, perché giù in fondo all’anima trovi sempre qualcosa. E il fatto è anche che dovevo ancora vedere bene dove stavo andando a parare, e tuttora questo dubbio non è sciolto.

Le cose si capiranno forse alla fine, alla fine di tutto.
Forse addirittura non sarai manco tu a doverle capire, certe cose.
Saranno gli altri che restano, dopo di te.
Saranno gli altri a capire.

Brevevita Letters
prodotto di Aprile 2019




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“Roscoe” by Midlake, from the album “The trials of Van Occupanther” released in 2006