6th April 2019, la commercialista polacca

T h e   A g e n d a 
La commercialista polacca
di Brevevita Letters

Qui in uk ho aperto una dittarella.
Di solito qui non serve un commercialista se hai una dittarella piccola da straccione, però io comprando vino dall’Italia ho dovuto per forza prenderne uno.

La commercialista che ho è polacca.

L’ho scelta accuratamente: sono uscito di casa e ho fatto 10 metri: ho visto un insegna “accountant” (significa commercialista) sopra la mia testa: sono entrato e ho visto una ragazza sulla trentacinquina. Le ho detto chi ero e che volevo fare. Lei mi ha risposto “va bene, sei il benvenuto”.

Non ci ho perso molto tempo.

Il fatto è che ho sempre avuto terrore dei commercialisti e dei loro studi intasati di tarme, delle loro mattonelle avariate, delle loro sedie che scottano, che quando mi ci metto a sedere mi sento le spine infuocate nel culo.

E’ proprio per questo che non ho voluto perderci tempo, tanto, chiunque fosse capitato mi avrebbe provocato sudori freddi e terrore. Polonia? Va benissimo. Tanto a Porto d’Ascoli non ci capivo un cazzo lo stesso.

Col tempo ho cercato di smussare il mio terrore in questo senso, e ho provato a rendere umana la figura della mia commercialista. Ho agito col vino. Un Rosso del Marito dopo una settimana. Un Rosato della Serva dopo un mese. Per Natale, ho proposto un aperitivo in ufficio: “porto io il vino, stavolta assaggiamo il Bianco”, ho detto.

Non volevo fare regali per poi ricevere favori, volevo solo far conoscere qualcosa di me oltre le scartoffie, e soprattutto rendere più sorridenti le periodiche visite obbligate trimestrali, renderle meno paurose per me.

Non è cambiato molto in verità: io meno la sento e meglio sto, ma quando entro nel suo ufficio lei mi fa un sorriso. Mi sta bene.

Brevevita Letters
published on Friday, April the 5th, 2019.
written in April 2019




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“Tonight she comes” by The Cars, from their greatest hits released in 1985